October 21, 2008

Esimio Presidente della Repubblica,
in qualità di nonna di una nipotina che ancora non va a scuola ma che ci andrà presto, Le chiedo perchè la sua scuola dovrà essere come la mia, negli anni ‘50. Lei saprà che allora noi bambini tornavamo a casa alle 12,30, i disabili erano nelle classi differenziali e nostra madre era casalinga. Vogliamo far tornare le nostre figlie in casa?
Mia figlia ha avuto un asilo nido, una scuola materna, una scuola elementare e media, sempre a tempo pieno. E io ho potuto fare il mestiere per cui mi ero laureata con i sacrifici dei miei genitori. Pagavo le tasse e avevo asilo, scuole, e assistenza sanitaria.
Oggi mia figlia (che guadagna molto meno di me alla sua età, anche se ha studiato come e più di me) deve tornare a fare la casalinga come sua nonna per mandare sua figlia in una scuola che somiglia a quella della sua bisnonna?
Lei pensa che sia giusto?
O pensa che dobbiamo pagare, per una scuola privata, una cifra quasi uguale a quella che guadagna mia figlia?
Eppoi nessuno vuole che mia nipotina sia educata in una scuola privata: mia figlia stava a New York. E’ tornata in Italia quando ha avuto la bambina PER IL SOLO MOTIVO - VALIDISSIMO - che la scuola italiana è meglio: si impara meglio ed è pubblica. DEVO RICREDERMI?
E’ vero che Lei non può fare niente?
E’ vero che una legge non può essere rifiutata più di una volta, ma penso anche se fossi al Suo posto piuttosto che firmare una cosa ingiusta mi dimetterei. Not in my name.
In fede,
Lucia Berardi

[via pessimesempio]

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